29/03/99
La vita è bella?
Ora che il Roberto nazionale ha stravinto tutto (a meno che gli accademici svedesi non intendano dare un successore a Dario Fo), sarà forse possibile fare qualche osservazione critica senza dover temere di passare per bastian contrario. Intanto continuo a pensare che morale e arte debbano stare separate. Parafrasando il Cavour: "libera morale in libera arte". Benigni è certo l'incarnazione contemporanea di Bertoldo e prosegue nella tradizione toscana della beffa. Detto questo va però osservato che il suo talento di regista è di molto inferiore a quello di comico. Inoltre come comico non raggiunge i registri drammatici di un Sordi o di Tognazzi e Gassman. Basti pensare a La grande Guerra o a Tutti a casa. Questi difetti impediscono a La vita è bella di essere un film pienamente riuscito. La prima parte è nelle corde di Benigni e di ogni italiano dotato di senso dell'umorismo. Anche se il fascismo da operetta è forse ormai un poco stucchevole. Ma avvicinarsi al nazismo ed al più orrendo dei suoi crimini, non è affare semplice. Benigni qui cede. L'incredibilità della stessa esistenza di un bambino in un reparto per uomini di un lager toglie ogni fondamento al gioco fiabesco. Poco male si dirà, si può sempre chiedere soccorso alla "poeticità" e alle relative licenze. Peccato che esista qualcosa che possiamo chiamare "storia del cinema". Insomma basta con questa presunzione nazionale, ed ora vedo anche "internazionale", di essere nati nel vuoto mnemonico. Ma insomma films come Kapo o i documentari sui campi di sterminio di Hitchcock non sono mai esistiti? E poi siamo sinceri, il grado di sofferenza che Benigni arriva a capire e rappresentare non arriva nemmeno a quello possibile nell'Italia attuale in qualche carcere di massima sicurezza. Risposta: che importa? Benigni non voleva fare un film drammatico. Già. Peccato che per esaltare i chiari ci vogliano gli scuri. Sordi e Gassman fanno piangere sul serio quando scelgono la fucilazione in La grande Guerra anche se hanno passato il film a far spanciare dalle risate. Ma oggi forse il germe buonista ha invaso le coscienze e mentre Benigni ci dipinge lager improbabili o Malick ci consegna soldati americani laureati in fiosofia, i "cattivi" sono liberi di bombardare Belgrado, alla faccia della vita e della sua bellezza.
01/12/98
Un poeta in fondo al mare
L'avventura subacquea di Pietro Corzetto Vignot nel Golfo della Spezia
Progetto di Fulvio Bortolozzo,
basato sulle ricerche svolte con Domenico Camosso
e la collaborazione di Dilma Formento.
Nel dicembre 1998, si è inaugurata a Rueglio (TO), una mostra biografica dedicata alla vita ed alle opere del poeta e inventore Pietro Corzetto Vignot (1850-1921).
La mostra articolata su 30 pannelli formato 95x70 cm, facilmente itinerabile, ripercorre con particolare attenzione l'avventurosa esperienza subacquea vissuta dal Vignot nel golfo della Spezia, presentando anche importanti documenti riscoperti durante le ricerche svolte per l'occasione.
Autoedizione:
http://it.blurb.com/b/8861526-un-poeta-in-fondo-al-mare
CLICCANDO QUI
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La Sfera Metidrica.
31/07/98
Il museo di Andrate
32 pagine formato 17x24 cm
32 fotografie a colori
Prima edizione 1998
©1998/2000 Fulvio Bortolozzo
Un'agile guida dedicata ad un piccolo museo di montagna che raccoglie centinaia di oggetti d'uso quotidiano risalenti nella maggior parte al secolo scorso. Un breve viaggio nel tempo per conoscere e meglio comprendere il passato di una comunità che da tempi antichissimi occupa una splendida balconata naturale a 800 metri di quota, affacciata sul Canavese.
Il museo di Andrate
è in distribuzione presso il municipio di Andrate
Piazza Beccaria 1, 10010 Andrate (TO)
tel. 0125.790.184 fax 0125.790.371
31/07/97
Dentro il giardino
64 pagine formato 17x24 cm
64 fotografie a colori
cartina di valle a colori
©1997 Fulvio Bortolozzo
Questo titolo è dedicato agli aspetti ambientali e monumentali di una piccola, ma incantevole valle canavesana: la Valchiusella.
Come nei precedenti, l'autore ha realizzato personalmente ogni fase del progetto: raccolta delle fonti, stesura dei testi, riprese fotografiche ed impaginazione. Comune per comune, vengono presentati tutti i luoghi da non perdere, secondo una filosofia di viaggi inaugurata dalle ormai mitiche Verdi Michelin.
Dentro il giardino
Viaggio in Valchiusella
è in vendita presso l'editore
e nella sede della
Comunità Montana Valchiusella
ad Àlice Superiore (To).
31/01/97
Bassa Valle di Susa e Val Cenischia
32 pagine formato 17x24 cm
62 fotografie a colori
Prima edizione 1989
Seconda edizione riveduta e corretta 1997
©1989/1997 Fulvio Bortolozzo
Valle storica, passaggio di eserciti, pellegrini e mercanti. Oggi più che mai si deve ripercorrerne le antiche vie con attenzione alla ricerca di ciò che rimane di tanto passato. Questa guida agile e sintetica indica, comune per comune, quali siano i monumenti ed i luoghi più importanti da visitare.
Bassa Valle di Susa e Val Cenischia
Da Avigliana al Moncenisio
è in distribuzione presso la sede
della Comunità Montana a Bussoleno.
01/06/94
ANTE LITTERAM
Questo lavoro nasce come opera a due mani di Sebastiano Balbo, autore delle ante, e Fulvio Bortolozzo, autore delle fotografie in esse contenute.
A testimonianza dell'operazione è stato realizzato un album contenente stampe fotografiche originali.
La scelta progettuale di sagomare e ritagliare le stampe ha innescato un processo ideativo che ha trasformato l'oggetto editoriale in un lavoro a sé stante.
Presentazione delle opere:
1994, foyer del Teatro Araldo di Torino.
ANTE LITTERAM
Ante ready-made, vernice oro, vetro, R-prints.
(vari formati)
©1994 Sebastiano Balbo e Fulvio Bortolozzo
ALBUM ANTE LITTERAM
Rilegatura a mano, 16 pagine, formato chiuso 38x15 cm,
7 R-prints sagomate. (copia unica)
©1992 - 1994 Fulvio Bortolozzo
24/02/94
L'INCANTO DI VENERE
La serie L'incanto di Venere (in seguito rinominata My Dream Girls) è una collezione virtualmente interminabile di fotografie scattate ai manichini femminili esposti nelle vetrine delle boutique europee.
Nel succedersi degli scatti, realizzati seguendo l'emozione del momento l'attenzione si è concentrata sui volti. La luce, le acconciature, gli sguardi, le stesse fisionomie contribuiscono ad un recupero di esistenza.
La fissità indotta dal calco del vero volto femminile che è servito come matrice nella produzione dei manichini, invece di ostacolare l'inattesa vitalità, vi aggiunge una qualità emotiva che il volto di una donna nata da donna non può raggiungere, almeno non con quel particolare tono.
Qualità emotiva alla quale contribuisce la scelta di rappresentazione fatta nell'istante dello scatto, con un transfert incrociato tra autore e manichina inanimata che aumenta la complessità inesprimibile del risultato raggiunto.
Presentazione:
1994, foyer del Teatro Araldo di Torino.
L'INCANTO DI VENERE
R-prints montate su passe-partout.
©1992-1994 Fulvio Bortolozzo
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